Treno Memoria 2013 - Il viaggio

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Treno memoria 2013Treno della Memoria 2013 ", un progetto che, ogni anno, accompagna circa 700 alunni pugliesi sui luoghi degli stermini nazisti con un treno speciale.
A differenza degli altri anni, il viaggio ha subito delle variazioni in quanto il treno che avrebbe dovuto accompagnarli in Polonia, non ha ottenuto i permessi necessari per partire poichè non rispondeva ai requisiti della nuova normativa italiana. L'associazione Terra del Fuoco Mediterranea, promotori dell'iniziativa , è stata costretta quindi a dividere i partecipanti in due gruppi: un gruppo in pullman ed un altro in aereo. Nonostante le problematiche legate all'organizzazione, lo spirito del viaggio è rimasto intatto.

Il nostro percorso è iniziato con quattro incontri formativi da Ottobre a Gennaio presso l'istituto Elena di Savoia di Bari, dove i volontari di Terra del Fuoco Mediterranea ci hanno preparati a quello che sarebbe stato il nostro "viaggio", un viaggio che ripercorre le tappe della Shoah.
Ognuno di noi teneva in maniera particolare a partecipare a questo progetto, ciascuno con le proprie paure e le proprie preoccupazioni, la voglia di conoscere e scoprire nuove realtà.
"Arbeit macht frei","il lavoro rende liberi". Questa è la famosa frase posta sul cancello d'ingresso che una volta varcato ci ha catapultati in questa triste realtà del campo di concentramento/sterminio di Auschwitz. Dentro Aushwitz il tempo si ferma, l'aria è rarefatta, il freddo prende il sopravvento. E' la cruda realtà di ciò che la storia ci insegna. Sentivamo freddo dentro i nostri caldi giubotti, ignorando il vero freddo che allora i detenuti di Aushwitz avvertivano nei loro sottili pigiami a righe. Ma il freddo che avvertivamo all'esterno non era lontanamente paragonabile al gelo che sentivamo nel nostro cuore e nel nostro stomaco.
Non è possibile descrivere quelle sensazioni: bisogna solo provarle.

Birkenau è l'inferno di ghiaccio. Un'immensa distesa di neve senza confini. Una linea ferroviaria che dall'ingresso arriva fino al cuore del campo, una linea su cui transitavano i treni, i treni della speranza che ben presto si sarebbero mutati in treni della disperazione. E' l'immensità che ci ha colpito, centinaia di baracche fredde e spoglie dove venivano ammassati i detenuti, in cui entrava la neve, e dove ancora oggi sono incisi sulle pietre nomi, pensieri e frasi che testimoniano la crudeltà nazista.
Vedere dal vivo quello che è considerato "il più grande cimitero" d'Europa, è stata un'esperienza forte che ha toccato la nostra emotività in maniera profonda. Da subito però abbiamo tutti avvertito l'esigenza di superare l'emozione per giungere alla coscienza e alla consapevolezza che, fatti di questo genere, non debbano mai più avvenire nella storia dell'umanità.
Questa consapevolezza diffusa in tutti i partecipanti al treno, sostenuta anche dai legami di amicizia che si sono creati, ci porta a proporci quali testimoni di un passato e promotori di un futuro di tolleranza, ugualianza e rispetto!